L'AGRICOLTURA nella STORIA
"ITALIA FELIX" e curiosità
ventiquattresima puntata
Nel VII secolo nuovi nemici si affacciano all'orizzonte dell'Impero d'Oriente e dell'Occidente: GLI ARABI. Anticamente divisi in tribù, spesso in lotta tra di loro, unico elemento di unione è la loro religione politeista, con centro alla città santa della Mecca. Essi adorano la pietra nera, forse un meteorite, divenuto nero per i peccati degli uomini, portato sulla terra dall'Arcangelo Gabriele. MAOMETTO porta gli Arabi all'unificazione in nome di Allah, di cui egli è profeta. Il 622 è considerato l'anno che indica l'inizio dell'età maomettana. Egli conduce un'aspra lotta contro la Mecca e unifica l'Arabia. Muore, improvvisamente, nel 632. Il testo sacro della nuova religione è Il Corano. Essa predica l'esistenza di un solo Dio (Allah), la predestinazione, l'immortalità dell'anima, l'uguaglianza e la fraternità fra i credenti. E' detta Islamismo da Islam (sottomissione alla volontà divina). La felicità e il Paradiso sono riservati soprattutto a coloro che combattono per la diffusione della nuova fede e muoiono in battaglia. La guerra è combattuta contro gli infedeli ed è detta "santa". I successori di Maometto sono i Califfi. Sotto il loro comando gli Arabi conquistano un vasto e potente impero, dall'Asia occidentale all'Africa settentrionale, dalla Spagna alla Sicilia, fino alla Gallia Meridionale. Nel 732, mentre l'avanzata araba sembra inarrestabile, CARLO MARTELLO, generale dei Franchi, li sconfigge nella battaglia di Poitiers. Nel IX sec. i Saraceni, come gli Italiani chiamano gli Arabi, occupano la Sicilia e la Sardegna, saccheggiano le coste della Calabria, delle Puglie e della Campania. Si spingono fino al monastero di Montecassino. Nell'846 giungono a Roma. Facendo tesoro degli insegnamenti delle antiche civiltà orientali e mediterranee le conciliano con le proprie conoscenze, dando nuovo vigore alla cultura occidentale in declino. Potenziano l'urbanistica e l'architettura, edificando monumenti di grande valore. Caratteristici sono la moschea di Cordova e l'Alcazar(castello) di Siviglia. Si dedicano con passione allo studio del pensiero filosofico e scientifico dei Greci, traducendo e approfondendo soprattutto Aristotele. Scoprono nuovi processi chimici che applicano alla farmacologia, inventano l'algebra e la trigonometria. Coltivano anche gli studi giuridici e letterari, organizzando biblioteche, scuole, università. Ricordiamo con Esiodo la raccolta di novelle "Le mille e una notte". Ci soffermiamo, poi, a considerare il particolare interessamento che hanno avuto per l'agricoltura.
Infatti dopo aver suddiviso i grandi latifondi conquistati in piccole proprietà, si sono preoccupati di valorizzare la terra ricorrendo: 1)alla bonifica dei terreni paludosi e alle irrigazioni di quelli troppo aridi;2) alla coltivazione intensiva del riso, degli ortaggi, del cotone, del gelso e della canna da zucchero; 3) alla creazione di giardini ricchi di limoni e di aranci, di albicocchi e di datteri; 4) all'importazione, nei paesi occupati, di piante esotiche, come le nespole del Giappone, i carciofi, lo zafferano, la canapa, il pistacchio, il carrubo, l'oleandro e il geranio. Inoltre, dopo averne appreso l'uso dai Persiani, introducono in Occidente il mulino a vento, che costituisce una forma di energia destinata ad aumentare la produzione. Bravi industriali e artigiani si dedicano alla produzione delle stoffe, del cuoio, della seta e delle armi. e sono sempre gli Arabi a far conoscere il sistema di fabbricazione della carta che hanno appreso da alcuni prigionieri cinesi. L'uso della carta, molto più economica del papiro e della pergamena, favorisce la diffusione della cultura. i mercanti arabi svolgono un'intensa attività commerciale e, grazie a loro si diffondono le lettere di cambio o chakk(oggi cheque).