LA CRISI RELIGIOSA E LETTERARIA
Appena divulgato il Decameron,il Boccaccio cominciò ad
avvertire un profondo disagio morale e religioso, dovuto anche alle reazioni e
alle critiche.
Certo è che,
per dirla con Pirandello, egli non aveva intenzione di scrivere un’opera così
innovativa, lontana dal sentimento della trascendenza che aveva animato tutto
il Medioevo.
In lui si è
reciso il legame trascendente e metafisico; sono la realtà e la sorte umana
,nelle sue infinite forme, che lo affascinano, gli prendono la mano.
Come ne “I sei personaggi in cerca d’aurore” , i
protagonisti delle 100 novelle del Boccaccio si staccano dalle pagine ed
acquistano una vita propria, con i loro istinti, le loro malizie, le loro
debolezze, le loro illusioni.
“ Nel grande universo umano del Decameron entrano categorie
della società che prima, nella letteratura eroica e lirica, non avevano diritto
di accesso. Essi ora acquistano cittadinanza letteraria……….. sono i mercanti, i
sensali, i contadini, gli artigiani, i frati buontemponi, i prelati mondani, le
suore spericolate, i letterati, gli studenti, assieme ai ricchi borghesi, ai
principi, ai cavalieri, alle gentildonne, alle avventuriere: una folla
multiforme, vitalissima, incontenibile………,un’infinita molteplicità di tipi e di
esperienze…..essi fanno la realtà e il tessuto della società”(Salvatore Battaglia:
Le epoche della Letteratura Italiana- 1963).
Alle soglie dei 50 anni, con la vecchiaia che
avanzava, lo scrittore si rese conto di aver compiuto con la sua opera uno
sconvolgimento dei valori medioevali, cosa assolutamente indegna per un
intellettuale educato all’etica cristiana.
Nel 1362 si presentò a lui il monaco Gioachino Ciani
che si disse inviato da un confratello morto in odore di santità. Costui lo
rimproverò per la vita passata e gli preannunziò l’eterna dannazione se non
avesse abbandonato i ruoli profani.
Fu allora che egli pensò di dare alle fiamme il
Decameron.
Scrisse di questa sua intenzione all’amico Petrarca
che lo dissuase con una lettera in cui
affermava che non vi era conflitto tra religione e
poesia.
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